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Ritrovata ispirazione, consolazione amara.
Venerdì, come ogni venerdì ogni tre settimane. Risveglio senza cibo. Breve attesa. Emocromo etc. Colazione. Libro o auricolari con musica (lunga attesa). Visita medica. Un pranzo accennato. Le vene pungenti. Determinazione. Libro o auricolari con musica. Il vuoto nel petto. Poi gli occhi chiusi. Nella mente i dettagli fino ad allora invisibili. Sabato di recupero. Domenica di rinascita. Lunedì di sole. Poi gli occhi aperti.
Mr.Hodgkin è sempre stato affascinato da Picasso. Disegna sempre, in ogni momento. Sui tovaglioli di carta della colazione, sulle pagine di giornale dimenticate in metrò, sugli spartiti manoscritti ma da cestinare.
Disegna tori, animali in cui si rispecchia per la sua forza e muscolarità. Lascia i suoi disegni sparsi per la casa che lo ospita, nella borsa del lavoro, sulla tastiera del portatile.
I disegni di Mr.Hodgkin sono un'altra prova della sua silenziosa presenza. Nei suoi disegni riesce a imprimere la sua incisività oscura e la sua forza che non lascia indifferenti. La sua forma espressiva non consiste in un semplice autoritratto, ma nella proiezione della sua invasiva presenza. Incarnazione.
Nulla è lasciato al caso, Mr.Hodgkin conosce profondamente il significato dei colori. Il nerò è il non colore, la presenza invisibile agli occhi.
Mr.Hodgkin ha commesso un grave errore. A volte peralcuni individui il nero può diventare un guanto di sfida che scatena un inspiegabile vigore contro la rinuncia e l'abbandono. Azione e reazione.
In medicina, una delle tecniche diagnostiche che consente di evidenziare il male invisibile agli occhi produce un'immagine in cui il colore nero è la negazione del bene. E' il male da curare, combattere e sconfiggere.
L'obiettivo è fissato. Ribellarsi alla sorte, rischiando di agire in un modo precipitoso ed irrazionale ignoto fino a quel momento.
Un toro leggero dai contorni marcati e decisi, di bianco riempito. Il bianco della luce, lo spettro continuo di tutti i colori della vita che riempie le carni di un toro ugualmente forte e determinato.
Non si può sempre vivere di puro spirito. Molto spesso l'ignoto della carnalità del corpo può rivelarsi inspiegabilmente interessante e intrigante.

L'immagine è sicuramente uno strumento comunicativo potentissimo, del resto la storia dell'arte, della fotografia e del cinema è nota più o meno a tutti. Spesso si è alla ricerca della propria dimensione spirituale più profonda, della propria anima, dei meccanismi e dei sentimenti più intimi che muovono la vita.
E' incredibile però scoprire come ci sia un mondo ugualmente interessante. Ossa e carne. Leonardo ne era ben consapevole e interessato.
Ci sono tante metodiche diagnostiche in medicina, assolutamente affascinanti e interessanti. Consentono anche di elaborare delle immagini che possono avere una carica comunicativa molto forte ed intensa.

L'emozione di una mamma quando vede per la prima volta il cuoricino pulsante del suo piccolo in grembo, lo stupore di un bambino quando osserva divertito una lastra della sua mano con il ditino fratturato.
Dalla scatola nera di Mr.Hodgkin si possono estrarre pensieri come questi:
La voce della mamma incinta rinchiusa per sbaglio nel ripostiglio. Il mazzo di rose più grande di me che ho portato alla mamma in ospedale dopo la nascita di Antonella. La tutina di ciniglia della mia sorellina Antonella quando era ancora piccolina. Le villeggiature a Fiuggi con i nonni. Il primo strumento musicale regalato da papà: quel tamburello che mi faceva compagnia quando dal palco dell'orchestra del liscio che suonava osservavo i miei nonni e i miei genitori ballare guardandomi con un sorriso. I filmini super otto di papà (ballo del qua qua compreso). Signor Mauro che mi prende tra le sue braccia durante il terremoto e mi porta giù in strada. Le medicazioni della mamma dopo che mi sono tagliato un labbro facendo finta di radermi come avevo visto fare a papà. La calza gigante che la "befana" lasciava ogni anno. Le chiecchierate con il nonno mentre mi accompagnava ogni giorno alle scuole elementari, oppure quando mi portava con se a Monteparano dove mi divertivo tantissimo e dove mi preparava delle friselle indimenticabili. Abramo Lincoln (esamino per superare la "primina" alle elementari). Il Maestro Gigante e la musica come spirito di gruppo e aggregazione. Le prime settimane bianche con la famiglia. Il pinocchio sugli sci. I valori che mi ha trasmesso il nonno. I tentativi maldestri di andare a pesca con papà. Il sapore delle orecchiette della nonna piene di amore e calore. L'amaro lucano e i diari del nonno vecchio. Il primo bacio.
La prima volta che ho conosciuto Mariangela. Ilaria appena nata. La disciplina e il rigore nello studio della musica con il Maestro Martina. Tutti i sacrifici di papà per regalarmi tutti gli strumenti musicali ovvero tutto ciò che poi si sarebbe rivelato come la colonna portante della mia vita. La fatica per portare i miei strumenti musicali nella cantina dove si provava con gli amici. Le lunghe nuotate al tramonto. Gianpiero. I silenzi in macchina scorrendo sulla litoranea. Le serate trascorse a raccontare favole improvvisate al momento. La graniticità di Marco. L'affetto per gli amici che non sono riuscito a comunicare a distanza. Il "ti voglio bene" che mi ha detto al teledono Antontella dopo averla consolata in un momento scolastico difficile. L'ultimo saluto del nonno. L'estate del 1998 ma anche quella del 2003. La giornata al bosco con gli amici e con zio Nicola. La passione, la fatica e i sacrifici degli studi universitari condivisi con i compagni di avventura. Il ballo di mamma e papà mentre sistemavamo la villa al mare per mia festa di laurea a tema anni 60 con gli amici. Il mio sorriso che si rispecchia in quello della mia famiglia il giorno della laurea. I primi incarichi importanti di lavoro e le prime soddisfazioni professionali. La stretta di mano di Joshua Redman. I sogni ad occhi aperti. Pablo Picasso. Il viaggio a New Orleans. La vertigine e le lacrime di quella sostanza ancora ignota che mi entra in circolo quando ascolto la musica che mi tiene la mente sospesa nel vuoto e il corpo carnalmente ancorato al terreno.
Mr.Hodgkin legge i suoi libri solo con la luce del giorno, la notte invece preferisce star seduto al buio. La sua presenza dopo qualche notte non la si percepisce più, si dorme sereni.
Il buio non è più amaro, ma la notte è sinuosa quando ti abbraccia, ti massaggia sulle tempie e ti fa ripensare ai momenti passati più belli della vita.
Mr.Hodgkin è soprendente. Tra le sue cose c'è anche una scatola nera che registra i pensieri della mente di chi è nel buio al suo fianco.
Reagenti: Distacco, razionalità, freddezza, determinazione, metodo e sacrificio
Catalizzatori: Un discorso chiaro di una voce esperta, un programma di cura, delle probabilità
di uscirne, la fiducia in se stessi e delle persone che ti sono intorno
BOOOOM!!!
Reazione esplosiva: fortemente esotermica, coinvolge tutti intorno.
Distacco, razionalità, freddezza, determinazione, metodo e sacrificio: se esistesse una tavola periodica degli elementi della vita, questi sarebbero posizionati ben lontani da quelli nobili come passione, sensibilità, romanticismo, entusiasmo, irrazionalità, istinto, salto nel buio.
Ma tuti gli elementi sono fortemente connessi e ci sono delle caratteristiche che accomuna alcuni di loro con una certa periodicità.

La composizione di ogni individuo è molto complessa.
Mr.Hodgkin ha con se sempre molti libri, di diversa natura. Ne legge in continuazione, anche più di uno alla volta,lasciandoli abbandonati dappertutto un pò come sulla scrivania di un eclettico ricercatore universitario.
Uno in particolare lo tiene sempre ben nascosto, è un libro di alchimia. Leggendolo si può scoprire che anche se un individuo ha una carenza di elementi nobili, grazie ad una reazione è possibile produrre elementi nobili in gran quantità e qualità. Questo tipo di reazioni sono spesso molto difficili da controllare e sono dominate da meccanismi ancora ignoti.
Un individuo ricco di elementi meno nobili è quindi pieno di reagenti ma ciò non basta. Per far si che la reazione si scateni occorrono dei catalizzatori, una scintilla che serve per produrre impetuosamente elementi nobili necessari a puntare in alto ancora una volta, sentirsi veloci e dinamici, forti e grintosi con l'obiettivo che si rischiara nella mente.
I catalizzatori sono nell'aria e non costano nulla, bisogna avere la sensibilità per catturarli, un pò come un orecchio esperto cattura il suono di una viola. Un discorso chiaro di una voce esperta, un programma di cura, delle probabilità di uscirne, la fiducia in se stessi e delle persone che ti sono intorno: catalizzatori eccezionali.
Di solito quando una persona riflette, ragiona, ricorda o sogna ad occhi aperti è sola con se stessa. Sono quei momenti che costituiscono gli slanci vitali che sono fondamentali per portare avanti nella vita le proprie idee, ambizioni e desideri.
Ci sono persone per cui questi momenti di vitale solitudine sono molto frequenti perchè scandiscono il ritmo del passo con cui avanzare nei momenti di difficoltà.
La continua presenza di qualcuno in questi momenti è la vera causa del disorientamento.
Mr. Hodgkin si presenta all'improvviso, inaspettatamente. Comincia ad entrare nella tua vita a piccoli passi, senza invadere la tua privacy. Ma è solo una questione di tempo. La sua presenza infatti si rivela invadente, anche nei momenti di solitudine più importanti.
Su internet si parla molto di Mr. Hodgkin, ma ci sono tante notizie contrastanti tra cui alcune anche terribili.
Succede che la voce esperta di un medico ti dica che è meglio approfondire, magari qualche esame, magari una biopsia, magari in un centro specializzato, magari vicino al luogo in cui lavori e dove conduci la vita di sempre.
L'ignoto e la mancanza di un obiettivo nella mente sono destabilizzanti. Allora si rallenta, non si va più veloce. Il dinamismo e la forza diventano improvvisamente rabbia e paura. Nessun obiettivo, ma l'ignoto trasfigurato all'orizzonte.
L'amarezza del buio, delle lacrime e del pessimismo.
Capita che dopo una doccia ci si accorga di un gonfiore alla base del collo, appena sopra la clavicola, sul lato sinistro, proprio il punto di massima pressione della tracolla del sassofono sul corpo.
Le allergie si scoprono all'improvviso, un'allergia da contatto forse.
Con tutto questo caldo è molto difficile tornare da lavoro ed avere la voglia e la forza di cambiarsi per uscire e tornar tardi. A volta è faticoso uscire anche solo per andare a fare la spesa. Pizza d'asporto.
Tra un pò si va in vacanza, ci si divertirà tra qualche giorno, inutile sforzarsi adesso, adesso si pensa a lavorare. Ogni cosa al suo tempo.
Non è bello non sentirsi in piena forma a qualche giorno dalla vacanza estiva. Quella solita ma sempre attesa. Per rivedere gli amici e la famiglia, per vivere fuori dai soliti schemi. Capita che ci si ritrovi a piangere inspiegabilmente, forse la sensazione di vuoto e di labilità provocata dalla mancanza di forze piene e spensierate.
Capita che si parta e si arrivi anche a destinazione. Succede che le mani esperte di un medico sappiano distinguere subito un'allergia da qualcosa di diverso.
E' meglio accertarsi, sgomberare la mente da qualsiasi insinuazione e godersi la vacanza e tutto il resto.
La musica è sempre intorno, dentro e fuori. Carnale, sudata e vibrante. Una vertigine per qualiasi essere dotato di sensibilità e passione.
Musica dentro, nella mente per un istante. Quell'istante quasi impercettibile che separa l'intuizione e l'idea dall'esecuzione.
Vibrazioni che partono dagli angoli più nascosti e segreti, fanno scuotere l'aria che viene spinta in quel selmer tenore super action 80 serie 2 che non può che rispondere ancora con vibrazioni.

Musica fuori, si liberano nell'aria le vibrazioni. Provocano quel suono passionale e matido di sudore. Le mani stringono e avvolgono il sassofono, ormai una proiezione delle emozioni più intense. Vibrazioni che tornano alla mente in un percorso circolare, attraverso la percezione del tatto. Solleticano l'idea che si ripropone ancora inesorabile in un istante successivo. Il percorso circolare si stringe sempre più intorno al corpo, diventa vorticoso e pieno di passione.
In quegli istanti si dimentica il peso dello strumento sul collo, che si appoggia alla pelle con quella tracolla a volte un pò fastidiosa.
Succede che ti senti veloce e dinamico, forte e grintoso con l'obiettivo nella mente e trasfigurato all'orizzonte.
Succede che sei giovane. Il fisico non ha mai dato preoccupazioni e quella ipocusia ad un orecchio non è stato che un pregio che ha plasmato e raffinato l'attenzione all'ascolto dei dettagli, delle sfumature e delle profondità.
Fa caldo. A lavoro in giacca e cravatta, sempre impeccabile e rigoroso. Le persone passionali e determinate mirano ai propri obiettivi stringendo i denti, con qualche sacrificio ma piene di slancio e serenità.
La notte il caldo è ancora più soffocante. Il sudore nonstante l'aria condizionata.